giovedì 5 marzo 2009

Svincolare i propri stati d’animo dagli euro che spendi

Ok, ok... Lo so: è passata più di una settimana dall'ultimo post. Parecchio più di una settimana.

Devo ammettere che ogni tanto fatico a trovare la motivazione.

Lo so, la motivazione deve nascere dall'interno (il mio desiderio di fare quello che voglio) e non dall'esterno (i vostri commenti ai post/la vostra partecipazione alla trasmissione). So benissimo anche questo.

Ma resta che ogni tanto mi lascio prendere dalla pigrizia. E vi dirò di più: questa sera non fa eccezione! :)

Sono qui solo per riportarvi una mail che ho scritto ad un amico e che ho riletto questa sera per caso mentre ne cercavo un'altra. Cacchio è carina... Ho scritto delle cose sensate. Almeno, così mi sembra.

Beh, chiaro, è tagliata sui 'problemi' di questo mio amico che vive costantemente nel sacrificio e non si rende conto che l'importanza dei soldi può essere (e nel suo caso lo è!) sopravvalutata, però non si sa mai che ci possiate trovare qualcosa di buono anche voi.
Incollo qui sotto. Buona lettura!

Fabio
***
Dividiamo il mondo in due.

Da una parte mettiamo coloro che 'hanno problemi economici' (fanno fatica ad andare in vacanza, hanno i denti brutti perché non vanno dal dentista, etc.); dall'altra mettiamo quelli 'non hanno problemi economici'.

Tu fai parte dei secondi.

Fatta questa distinzione, scriviamo un dato di fatto incontestabile: i soldi non bastano mai a nessuno (non importa che tu stia fra i primi 'sfigati' o fra i secondi 'fortunati').
Il punto è che i soldi servono per realizzare cose materiali e invece la nostra gioia è collegata ad uno stato d'animo che non c'entra nulla col conto corrente.

La stragrande maggioranza di persone è convinta che la loro vita sia brutta per colpa del fatto che non hanno abbastanza soldi. Ne vogliono di più, allora si che starebbero bene. In realtà il denaro è un capro espiatorio. E' facilissimo per tutti dare la colpa al mezzo che apre tutte le porte.
Visto che i nostri mezzi non aprono tutte le porte (nessuno le può aprire tutte), noi siamo convinti che la felicità sia dietro a quelle porte che non riusciamo ad aprire. Ma lo star bene, la felicità, la serenità, la gioia, la positività, l'allegria sono stati d'animo che non si comprano. Sono 'porte' che hanno la maniglia solo all'interno.

Una bella giornata è molto semplicemente composta di tanti momenti vissuti… provando gusto. Stando bene. Facendo in modo che TU stia bene. E star bene non è solo l'assenza di rotture di maroni. L'assenza di rotture di maroni sono delle buone fondamenta per un bel palazzo. Ma delle sole fondamenta non se ne fa niente nessuno!

Farti stare bene deve essere il tuo obiettivo.

Devi scegliere l'obiettivo E POI stabilire un budget per raggiungerlo. Non devi accumulare i soldi PRIMA e poi scegliere l'obiettivo. Così spendi lo stretto indispensabile per raggiungere l'obiettivo e non sprechi tempo ad accumulare risorse che non servono per avere quello che 'cerchi'.

Non avere esigenze vuole dire non farsi parlare (o non ascoltarsi), vuole dire esistere o sopravvivere e non vivere. Non avere esigenze è indice che non si sta facendo parlare la propria personalità (o il proprio ego).

Un giorno vissuto senza provare esigenze è un giorno sprecato dove non ci si sta ascoltando.

lunedì 19 gennaio 2009

Parlare di noi stessi alla terza persona

Sapete quando qualcuno parla e dice ‘Io sono fatto così: quando succede questo sono quello che va lì e fa quello e poi va di là e fa quell’altro’? E’ normale no? Vi è capitato di sentire una roba del genere, vero?

Ecco, non è normale. E’ una prerogativa degli italiani. Un anglosassone non direbbe mai una frase così contorta. Infondo basterebbe dire ‘Io, se succede questo, faccio quello o quell’altro’.
Se ci fate caso, nei film a volte capita che il protagonista dica una frase del genere e di norma l’interlocutore gli chiede ‘Perché parli di te stesso alla terza persona?’. Noi invece, quando succede, non facciamo una piega.

Da quando mi sono reso conto di ‘sta cosa, mi si è aperto un mondo.
La frase che parla di noi stessi esposta alla terza persona singolare, mette enfasi sul fatto che ci si conosce talmente bene che guardandosi da fuori si riesce a descriversi.

Ma perché si fa una roba del genere? Perché soltanto un terzo ha il distacco necessario per descriverci. Voi crete di riuscire a descrivere voi stessi?

Io più cresco, più mi levo il diritto di affermare una roba del genere. Quotidianamente mi rendo conto che le mie regole di comportamento cambiano. Cambiano i miei metri di giudizio, i miei valori, i miei obiettivi. Cambia la mia definizione di ‘star bene’, la mia definizione di ‘giusto’. Cambia maledettamente tutto.

Per alcuni versi è una cosa bella. Significa che non mi calcifico sulle mie posizioni, che imparo dagli errori… Che domani posso essere meglio di come sono oggi! Tutto fantastico, no?!?!

No, ‘tutto fantastico’ una mazza!
Questa cosa in realtà è un boomerang che torna in testa. Uno ha delle certezze nella vita ed un bel giorno, senza che nessuno ti dica niente… bum, non ci sono più. Per es facciamo che ad uno piacciano le banane. Un bel giorno passa un tir di banane e dice ‘Cazzo, cià che faccio un affare!’. Prende 2 tonnellate di banane e poi la mattina dopo si alza e scopre che non gli piacciono più.
Che se ne fa poi uno di 2 tonnellate di banane? Con quella forma… C’è solo un posto dove possono infilarsi…
Quanto sarebbe bello nella vita avere delle certezze.
Ci sentiamo domattina!!
Ciao!!

fabio

mercoledì 14 gennaio 2009

Ma cos'è st'ansia a capodanno?

Perché tutti i capodanno ho una sensazione di ansia maledetta?
Il Natale mi piace un casino. Tutti i colori, la gente che compra i regali, i pacchi che si intravedono nelle borse, la condensa che esce dalla bocca quando si respira, gli alberi addobbati, le mangiate a crepapelle… Mi piace tutto un casino.
Capodanno invece mi dà da sempre ansia. ‘Sarà il tempo che passa…’, ho sempre pensato. Se vuoi fare incazzare uno che si sente 13 anni da una vita, fallo invecchiare. E il capodanno, col compleanno, sembrano lì apposta. Tutti gli anni mi guardano con un po’ di distacco e sembrano dirmi ‘Che cacchio vuoi? Noi passiamo e tu ringrazi, perché se noi la smettiamo di passare… Son cazzi tuoi! Quindi sorridi e non rompere.’

Si, ok, invecchiare non fa piacere a nessuno. Però il compleanno non mi dà la stessa ansia. Quindi cos’ha il capodanno che mi rompe i maroni?

Quest’anno ho sezionato i momenti a cavallo fra il 31 e l’1 e, forse, ho capito qualcosa.

Avete presente quella frenesia che si respira alle 23.53 del 31/12, vero!?
Bisogna solo aspettare 7 minuti. Tutti si preparano anche se non c’è niente da preparare. Se si è a tavola ci si alza… Si cerca la bottiglia di spumante, si distribuiscono i bicchieri… Poi si guarda l’orologio, 23.56… Ancora 4 minuti… La frenesia aumenta… Ci si guarda in faccia… Qualcuno controlla il telefono… (Un po’ come i cow boy nel far west accarezzavano il revolver prima di un duello)… Si guardano i fuochi artificiali pronti per essere sparati, si cerca l’accendino… 23.58… Si cerca il canale in tv che trasmette quel immondizia posticcia che trasmettono tutti i capodanno, si alza il volume… 23.59… Ci si guarda in faccia… Si sorride, col bicchiere in mano… si alza il volume della tele… il presentatore del caso gridacchia qualcosa guardando in camera… 23.59 e 30 secondi… si comincia ad alzare il bicchiere, si comincia a tirare il collo alla bottiglia… 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1…
…eee…
…eeeee…
E poi non succede un cazzo di niente.

Non solo non succede niente, ma non cambia proprio niente.
Non parte nessuna giostra; non trema la terra; non si sente nessun rumorissimo ‘CLICK’.

Nei primi 10 minuti dell’anno, si brinda, si beve, ci si bacia e poi, come per la preparazione, si va un po’ di qui ed un po’ di là… senza che davvero si debba andare di qui e di là.
Secondo me è quella sensazione di vuoto d’aria della post-detonazione di una bomba che lascia un pelo d’ansia. Ed ogni anno, con diverse sfaccettature, si ripete.
Sono il solito alienato oppure capita anche a voi?
Oggi ho bigiato ma domattina sono in radio. Speriamo non ghiacci più di tanto…
Bye,

fabio

giovedì 8 gennaio 2009

L'insonnia... di un masochista!

Faccio fatica a dormire.

Vado a letto ed il cervello comincia a frullare. Non c’è verso di fermalo. Ho fatto un corso di psicodinamica che dovrebbe essere una cannonata per addormentarsi, ma mi ha fatto un baffo.
‘Il segreto’ – dicono tutti – ‘E’ trovare il modo di annoiare il cervello’. ‘Visualizza un orologio e segui la lancetta dei secondi’ oppure ‘Pensa d’essere sdraiato in un prato con la temperatura perfetta’ oppure ‘Focalizzati sul tuo respiro’.
Ne ho sentite e provate di tutte, ma con me non funziona una mazza.

E’ un po’ come se il mio cervello di notte girasse i problemi (anche stupidi) come se fossero pezzi del tetris finchè non trova il modo di ficcarli nella mia vita(/schermo del tetris).

Capita anche voi. O no?
Il punto è che io ho un aggravante.

Dormire ha qualcosa di magico. Vi è mai capitato di sognare di leggere un libro? E’ incredibile: sei lì che dormi… ed in realtà vedi il libro. Lo leggi come se ci fosse, come se esistesse! Vedi le lettere, le parole, le virgole. Ti fermi magari, fai una pausa, poi ricominci a leggere ed il libro è ancora lì.
Una volta invece ero negli Stati Uniti da solo in un motel, e mi sono svegliato nel cuore della notte ridendo di gusto perché stavo sognando di ascoltare il Marco Baldo show. Avevo sognato una battuta divertentissima di Baldini... E mi sono svegliato ridendo! Incredibile…

Durante il sonno escono i desideri repressi, si materializzano i sogni ma anche gli incubi. E’ come se qualcuno si impossessasse del nostro cervello. Come se qualcuno mettesse le mani sul nostro volante.

Quando succede questa cosa? Quando c’è questo scambio di ‘autista’?
Ecco: io mentre dormo cerco di capire questa cosa. Cerco di capire cosa sta succedendo. Il punto è che mentre cerco di capire… Mi sveglio! Che babbo, eh?!

Poi quando non dormo il giorno dopo non capisco una mazza. Non sono come i giovani d’oggi che fanno ‘il dritto’: escono la sera, stanno in giro tutta la notte ed il giorno dopo se ne vanno diretti a lavorare. Io non potrei mai. Ma non potevo nemmeno a 20 anni eh!
Ieri mi sono addormentato alle 4 del mattino… Ed ero andato a letto alle 11 e mezza.
Torniamo a far finta di lavorare, vah…

Fabio

PS: ah, primo post dell'anno: auguri, buon anno!

venerdì 12 dicembre 2008

La gioia

Eccomi qui! Per un pelo 'sta settimana eh...

Questa mattina ho aperto la trasmissione parlando di un film che m'ha fatto pensare.
Che bello quando i film fanno pensare...

E' proprio vero che è sempre meglio andare in giro con le antenne alzate perchè la vita dà delle lezioni quando meno te l'aspetti!
Non mi ricordo chi me l'aveva detto, ma l'importante e recepire la lezione e non ricordarsi chi l'ha impartita.

Il film è 'Non è mai troppo tardi' ed è con Morgan Freeman e Jack Nicholson. Magistrali, come ci si aspetterebbe.
All'inizio del film scoprono che hanno entrambi un annetto di vita e subito dopo questa notizia cercano di sfruttare al meglio i giorni che restano loro da vivere.

In un passaggio, Morgan Freeman dice che nella vita bisogna aver trovato la gioia.

Voi vi ricordate che nella vita (o 'oggi', se vi fa più effetto) più che fare la cosa giusta, o la cosa che fareste d'istinto, o fare quello che gli altri si aspettano che voi facciate... dovreste fare quello che vi rende la vita una gioia?
Ocio eh... Non tranquilla. Non sicura.
Una gioia.

Se siete così bravi, vediamo se passate anche il secondo test.
Vivendo, fate provare la gioia ad altri?
Questa è più difficile, eh...

Io voglio provare a tenerlo a mente: cercare di far provare la gioia ad altri.

Quanto bello sarebbe un mondo dove a quelli che ti circondano sta a cuore la tua gioia?
Ciao giovani (e meno giovani), vado a fare la spesa!
Buon week end!

Fabio

venerdì 5 dicembre 2008

Che palle l’umore!

Stamattina ho parlato di antidepressivi, ansiolitici e psicofarmaci in genere…

Io sono davvero convinto che il 95% di quelli che fanno uso di queste sostanze abbiano problemi concreti (hanno lavoro brutto, litigano col partner, hanno mancanza di valori ed obbiettivi ‘sani’, etc) che cercando di combattere… con le pillole.

Qualche anno fa ho avuto un momento un po’ difficile. Vedevo un po’ tutto grigio. Non avevo problemi ‘veri’, ma in fondo che differenza c’è se i problemi sono veri o no? Da un punto di vista soggettivo, nessuna.
Mia mamma mi ha subito proposto la pillolina ‘risolvi-guai’ ed io ricordo di aver pensato chiaramente ‘Beh, a ‘sta stregua… E’ come fumarsi una canna!’. In fondo alteri il tuo stato emotivo naturale tramite una sostanza esterna.

Ma perché sono in aumento le persone che soffrono di queste ‘malattie’? Come dicevo questa mattina, può davvero essere che il ben-essere non faccia star-bene?

E’ difficile dare delle risposte sensate ma ogni tanto penso che tutto sia collegato all’umore. In fondo viviamo sperando che il domani sia… in UN certo modo. In realtà domani continua ad essere in DUEMILA certi modi perché tutti i santi giorni proviamo innumerevoli stati d’animo che si susseguono freneticamente. Speranza, gioia, tristezza, rabbia, noia, timore, ansia…
Uno dopo un po’ si stanca di provare tutti questi umori anche perché gli altri sono sempre così tranquilli e sorridenti. Ce l’ho solo io il mare in tempesta nel cranio.

Ma se provassimo a pensare che invece questo è un problema comune?
Forse prenderemmo meno ansiolitici se potessimo per magia vedere i rispettivi ‘mari in tempesta’…

Buon week end lungo a tutti!

fabio

venerdì 21 novembre 2008

Viva le attività a godimento diretto!!!

Quando certi pensieri poco materiali acquistano contorni definiti attraverso le parole, rischiano di diventare concetti troppo astratti per essere comprensibili oppure, che è peggio… diventano uno sproloquio di cazzate!

Per esempio, qualche tempo fa mi sono accorto che nella vita ci sono due grandi insiemi di attività. Quelle ‘a godimento diretto’ e quelle ‘a godimento futuro’.
Ieri ne parlavo con una mia amica e dopo aver cercato di spiegarle la differenza le ho detto: “Fammi un esempio di attività a ‘godimento diretto’?”, e lei “Il sesso!”.

Esatto, il sesso è il tipico esempio di cosa finalizzata a se stessa. Lo si fa non perché quella cosa è ‘un ponte’ che da accesso a qualcos’altro, ma proprio perché si vuole fare quello. Punto. Fine.
Quante altre attività vi vengono in mente ‘a godimento diretto’? Ocio perché non è facile eh…

Vi viene in mente il cinema, per esempio? Può essere fra queste, ma è più facile che non lo sia. Se andate al cinema per vedere un film che faccia pensare, l’attività in se del recarsi al cinema non può essere considerata a godimento diretto!

E’ molto più facile farsi venire in mente le attività ‘a godimento futuro’.
Compro la casa, così un domani non dovrò pagare l’affitto; voglio un lavoro che mi faccia crescere, così domani avrò un lavoro più bello; vado a lavorare così avrò i soldi per vivere il prossimo mese; faccio la doccia, così dopo non puzzerò.

Poi ci sono le attività ‘a godimento futuro indiretto’.
Cambio lo scooter e lo prendo più piccolo -->così--> risparmio ed avrò più soldi per il futuro, -->così--> domani potrò spendere questi soldi che ho risparmiato. (Come li spenderò?)
Vado alla cena di Natale anche se non ho voglia -->così--> i miei amici mi vedono far parte del gruppo, -->così--> non mi considerano un asociale, -->così--> non resterò solo. (Sono sicuro che questa gente è quella che voglio nel mio futuro?)
Vado ballare con lei anche se non ho voglia -->così--> lei pensa che io sia una persona attiva e interessante -->così--> s’innamora di me -->così--> avrò una persona di fianco tutta la vita. (Avere di fianco una persona serve per essere più felici?).

A volte le attività ‘a godimento futuro indiretto’ sono talmente indirette che si perde di vista il perché si fa (o non fa) quella cosa. In più, generalizzando, le attività ‘a godimento futuro indiretto’ aumentano a dismisura e si riducono in maniera drammatica quelle a godimento diretto.
Alla fine, visto che la vita è un film di cui già conosciamo l’epilogo, siamo sicuri che abbia senso continuare su questo trend?
Basta cazzate, vah… Ricomincio a lavorare!
Ci sentiamo martedì mattina!
Ciao!!

fabio