Sapete quando qualcuno parla e dice ‘Io sono fatto così: quando succede questo sono quello che va lì e fa quello e poi va di là e fa quell’altro’? E’ normale no? Vi è capitato di sentire una roba del genere, vero?
Ecco, non è normale. E’ una prerogativa degli italiani. Un anglosassone non direbbe mai una frase così contorta. Infondo basterebbe dire ‘Io, se succede questo, faccio quello o quell’altro’.
Se ci fate caso, nei film a volte capita che il protagonista dica una frase del genere e di norma l’interlocutore gli chiede ‘Perché parli di te stesso alla terza persona?’. Noi invece, quando succede, non facciamo una piega.
Da quando mi sono reso conto di ‘sta cosa, mi si è aperto un mondo.
La frase che parla di noi stessi esposta alla terza persona singolare, mette enfasi sul fatto che ci si conosce talmente bene che guardandosi da fuori si riesce a descriversi.
Ma perché si fa una roba del genere? Perché soltanto un terzo ha il distacco necessario per descriverci. Voi crete di riuscire a descrivere voi stessi?
Io più cresco, più mi levo il diritto di affermare una roba del genere. Quotidianamente mi rendo conto che le mie regole di comportamento cambiano. Cambiano i miei metri di giudizio, i miei valori, i miei obiettivi. Cambia la mia definizione di ‘star bene’, la mia definizione di ‘giusto’. Cambia maledettamente tutto.
Per alcuni versi è una cosa bella. Significa che non mi calcifico sulle mie posizioni, che imparo dagli errori… Che domani posso essere meglio di come sono oggi! Tutto fantastico, no?!?!
No, ‘tutto fantastico’ una mazza!
Questa cosa in realtà è un boomerang che torna in testa. Uno ha delle certezze nella vita ed un bel giorno, senza che nessuno ti dica niente… bum, non ci sono più. Per es facciamo che ad uno piacciano le banane. Un bel giorno passa un tir di banane e dice ‘Cazzo, cià che faccio un affare!’. Prende 2 tonnellate di banane e poi la mattina dopo si alza e scopre che non gli piacciono più.
Che se ne fa poi uno di 2 tonnellate di banane? Con quella forma… C’è solo un posto dove possono infilarsi…
Quanto sarebbe bello nella vita avere delle certezze.
Ci sentiamo domattina!!
Ciao!!
fabio
lunedì 19 gennaio 2009
mercoledì 14 gennaio 2009
Ma cos'è st'ansia a capodanno?
Perché tutti i capodanno ho una sensazione di ansia maledetta?
Il Natale mi piace un casino. Tutti i colori, la gente che compra i regali, i pacchi che si intravedono nelle borse, la condensa che esce dalla bocca quando si respira, gli alberi addobbati, le mangiate a crepapelle… Mi piace tutto un casino.
Capodanno invece mi dà da sempre ansia. ‘Sarà il tempo che passa…’, ho sempre pensato. Se vuoi fare incazzare uno che si sente 13 anni da una vita, fallo invecchiare. E il capodanno, col compleanno, sembrano lì apposta. Tutti gli anni mi guardano con un po’ di distacco e sembrano dirmi ‘Che cacchio vuoi? Noi passiamo e tu ringrazi, perché se noi la smettiamo di passare… Son cazzi tuoi! Quindi sorridi e non rompere.’
Si, ok, invecchiare non fa piacere a nessuno. Però il compleanno non mi dà la stessa ansia. Quindi cos’ha il capodanno che mi rompe i maroni?
Quest’anno ho sezionato i momenti a cavallo fra il 31 e l’1 e, forse, ho capito qualcosa.
Avete presente quella frenesia che si respira alle 23.53 del 31/12, vero!?
Bisogna solo aspettare 7 minuti. Tutti si preparano anche se non c’è niente da preparare. Se si è a tavola ci si alza… Si cerca la bottiglia di spumante, si distribuiscono i bicchieri… Poi si guarda l’orologio, 23.56… Ancora 4 minuti… La frenesia aumenta… Ci si guarda in faccia… Qualcuno controlla il telefono… (Un po’ come i cow boy nel far west accarezzavano il revolver prima di un duello)… Si guardano i fuochi artificiali pronti per essere sparati, si cerca l’accendino… 23.58… Si cerca il canale in tv che trasmette quel immondizia posticcia che trasmettono tutti i capodanno, si alza il volume… 23.59… Ci si guarda in faccia… Si sorride, col bicchiere in mano… si alza il volume della tele… il presentatore del caso gridacchia qualcosa guardando in camera… 23.59 e 30 secondi… si comincia ad alzare il bicchiere, si comincia a tirare il collo alla bottiglia… 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1…
…eee…
…eeeee…
E poi non succede un cazzo di niente.
Non solo non succede niente, ma non cambia proprio niente.
Non parte nessuna giostra; non trema la terra; non si sente nessun rumorissimo ‘CLICK’.
Nei primi 10 minuti dell’anno, si brinda, si beve, ci si bacia e poi, come per la preparazione, si va un po’ di qui ed un po’ di là… senza che davvero si debba andare di qui e di là.
Secondo me è quella sensazione di vuoto d’aria della post-detonazione di una bomba che lascia un pelo d’ansia. Ed ogni anno, con diverse sfaccettature, si ripete.
Sono il solito alienato oppure capita anche a voi?
Oggi ho bigiato ma domattina sono in radio. Speriamo non ghiacci più di tanto…
Bye,
fabio
Il Natale mi piace un casino. Tutti i colori, la gente che compra i regali, i pacchi che si intravedono nelle borse, la condensa che esce dalla bocca quando si respira, gli alberi addobbati, le mangiate a crepapelle… Mi piace tutto un casino.
Capodanno invece mi dà da sempre ansia. ‘Sarà il tempo che passa…’, ho sempre pensato. Se vuoi fare incazzare uno che si sente 13 anni da una vita, fallo invecchiare. E il capodanno, col compleanno, sembrano lì apposta. Tutti gli anni mi guardano con un po’ di distacco e sembrano dirmi ‘Che cacchio vuoi? Noi passiamo e tu ringrazi, perché se noi la smettiamo di passare… Son cazzi tuoi! Quindi sorridi e non rompere.’
Si, ok, invecchiare non fa piacere a nessuno. Però il compleanno non mi dà la stessa ansia. Quindi cos’ha il capodanno che mi rompe i maroni?
Quest’anno ho sezionato i momenti a cavallo fra il 31 e l’1 e, forse, ho capito qualcosa.
Avete presente quella frenesia che si respira alle 23.53 del 31/12, vero!?
Bisogna solo aspettare 7 minuti. Tutti si preparano anche se non c’è niente da preparare. Se si è a tavola ci si alza… Si cerca la bottiglia di spumante, si distribuiscono i bicchieri… Poi si guarda l’orologio, 23.56… Ancora 4 minuti… La frenesia aumenta… Ci si guarda in faccia… Qualcuno controlla il telefono… (Un po’ come i cow boy nel far west accarezzavano il revolver prima di un duello)… Si guardano i fuochi artificiali pronti per essere sparati, si cerca l’accendino… 23.58… Si cerca il canale in tv che trasmette quel immondizia posticcia che trasmettono tutti i capodanno, si alza il volume… 23.59… Ci si guarda in faccia… Si sorride, col bicchiere in mano… si alza il volume della tele… il presentatore del caso gridacchia qualcosa guardando in camera… 23.59 e 30 secondi… si comincia ad alzare il bicchiere, si comincia a tirare il collo alla bottiglia… 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1…
…eee…
…eeeee…
E poi non succede un cazzo di niente.
Non solo non succede niente, ma non cambia proprio niente.
Non parte nessuna giostra; non trema la terra; non si sente nessun rumorissimo ‘CLICK’.
Nei primi 10 minuti dell’anno, si brinda, si beve, ci si bacia e poi, come per la preparazione, si va un po’ di qui ed un po’ di là… senza che davvero si debba andare di qui e di là.
Secondo me è quella sensazione di vuoto d’aria della post-detonazione di una bomba che lascia un pelo d’ansia. Ed ogni anno, con diverse sfaccettature, si ripete.
Sono il solito alienato oppure capita anche a voi?
Oggi ho bigiato ma domattina sono in radio. Speriamo non ghiacci più di tanto…
Bye,
fabio
giovedì 8 gennaio 2009
L'insonnia... di un masochista!
Faccio fatica a dormire.
Vado a letto ed il cervello comincia a frullare. Non c’è verso di fermalo. Ho fatto un corso di psicodinamica che dovrebbe essere una cannonata per addormentarsi, ma mi ha fatto un baffo.
‘Il segreto’ – dicono tutti – ‘E’ trovare il modo di annoiare il cervello’. ‘Visualizza un orologio e segui la lancetta dei secondi’ oppure ‘Pensa d’essere sdraiato in un prato con la temperatura perfetta’ oppure ‘Focalizzati sul tuo respiro’.
Ne ho sentite e provate di tutte, ma con me non funziona una mazza.
E’ un po’ come se il mio cervello di notte girasse i problemi (anche stupidi) come se fossero pezzi del tetris finchè non trova il modo di ficcarli nella mia vita(/schermo del tetris).
Capita anche voi. O no?
Il punto è che io ho un aggravante.
Dormire ha qualcosa di magico. Vi è mai capitato di sognare di leggere un libro? E’ incredibile: sei lì che dormi… ed in realtà vedi il libro. Lo leggi come se ci fosse, come se esistesse! Vedi le lettere, le parole, le virgole. Ti fermi magari, fai una pausa, poi ricominci a leggere ed il libro è ancora lì.
Una volta invece ero negli Stati Uniti da solo in un motel, e mi sono svegliato nel cuore della notte ridendo di gusto perché stavo sognando di ascoltare il Marco Baldo show. Avevo sognato una battuta divertentissima di Baldini... E mi sono svegliato ridendo! Incredibile…
Durante il sonno escono i desideri repressi, si materializzano i sogni ma anche gli incubi. E’ come se qualcuno si impossessasse del nostro cervello. Come se qualcuno mettesse le mani sul nostro volante.
Quando succede questa cosa? Quando c’è questo scambio di ‘autista’?
Ecco: io mentre dormo cerco di capire questa cosa. Cerco di capire cosa sta succedendo. Il punto è che mentre cerco di capire… Mi sveglio! Che babbo, eh?!
Poi quando non dormo il giorno dopo non capisco una mazza. Non sono come i giovani d’oggi che fanno ‘il dritto’: escono la sera, stanno in giro tutta la notte ed il giorno dopo se ne vanno diretti a lavorare. Io non potrei mai. Ma non potevo nemmeno a 20 anni eh!
Ieri mi sono addormentato alle 4 del mattino… Ed ero andato a letto alle 11 e mezza.
Torniamo a far finta di lavorare, vah…
Fabio
PS: ah, primo post dell'anno: auguri, buon anno!
Vado a letto ed il cervello comincia a frullare. Non c’è verso di fermalo. Ho fatto un corso di psicodinamica che dovrebbe essere una cannonata per addormentarsi, ma mi ha fatto un baffo.
‘Il segreto’ – dicono tutti – ‘E’ trovare il modo di annoiare il cervello’. ‘Visualizza un orologio e segui la lancetta dei secondi’ oppure ‘Pensa d’essere sdraiato in un prato con la temperatura perfetta’ oppure ‘Focalizzati sul tuo respiro’.
Ne ho sentite e provate di tutte, ma con me non funziona una mazza.
E’ un po’ come se il mio cervello di notte girasse i problemi (anche stupidi) come se fossero pezzi del tetris finchè non trova il modo di ficcarli nella mia vita(/schermo del tetris).
Capita anche voi. O no?
Il punto è che io ho un aggravante.
Dormire ha qualcosa di magico. Vi è mai capitato di sognare di leggere un libro? E’ incredibile: sei lì che dormi… ed in realtà vedi il libro. Lo leggi come se ci fosse, come se esistesse! Vedi le lettere, le parole, le virgole. Ti fermi magari, fai una pausa, poi ricominci a leggere ed il libro è ancora lì.
Una volta invece ero negli Stati Uniti da solo in un motel, e mi sono svegliato nel cuore della notte ridendo di gusto perché stavo sognando di ascoltare il Marco Baldo show. Avevo sognato una battuta divertentissima di Baldini... E mi sono svegliato ridendo! Incredibile…
Durante il sonno escono i desideri repressi, si materializzano i sogni ma anche gli incubi. E’ come se qualcuno si impossessasse del nostro cervello. Come se qualcuno mettesse le mani sul nostro volante.
Quando succede questa cosa? Quando c’è questo scambio di ‘autista’?
Ecco: io mentre dormo cerco di capire questa cosa. Cerco di capire cosa sta succedendo. Il punto è che mentre cerco di capire… Mi sveglio! Che babbo, eh?!
Poi quando non dormo il giorno dopo non capisco una mazza. Non sono come i giovani d’oggi che fanno ‘il dritto’: escono la sera, stanno in giro tutta la notte ed il giorno dopo se ne vanno diretti a lavorare. Io non potrei mai. Ma non potevo nemmeno a 20 anni eh!
Ieri mi sono addormentato alle 4 del mattino… Ed ero andato a letto alle 11 e mezza.
Torniamo a far finta di lavorare, vah…
Fabio
PS: ah, primo post dell'anno: auguri, buon anno!
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