mercoledì 24 marzo 2010

Il matematico e l'artista

Non ho capito. Tanto per cambiare, non capisco.

Per essere delle persone rispettabili, stimate ed affidabili bisognerebbe sempre comportarsi con coerenza. E non mi riferisco solo al rispetto e la stima degli altri verso di noi. Anche la propria stima verso se stessi si basa sugli stessi paramentri. Quello che ci sarebbe da fare (e non) lo si sa. Bene, quindi è facile. Basta attenersi alla riga per terra che abbiamo visto, disegnato ed approvato.

MA...

Si è felici quando si fa quello che si vuole, non quando si fa quello che si dovrebbe fare. Non quando si fa quello che sarebbe giusto fare o quello che gli altri pensano che sia giusto fare o quello che noi stessi abbiamo pensato che sarebbe stato giusto fare in quell’occasione.

Da una parte abbiamo il matematico che, per piacere a se stesso e agli altri e per essere fiero, deve stare dentro le righe per terra che ha disegnato (perchè così si raggiungono gli obiettivi!); ma dall’altra c’è l’artista che cerca sempre di ascoltarsi ed è convinto che la chiave per la auto-realizzazione sia fare quello che si vuole sempre e comunque, senza paure stupide (perchè solo ascoltandosi davvero si raggiunge la felicità!).

Le due frasi sono entrambe vere, ma sono incompatibili.

Esempio 1.
Giorno 1. Il matematico decide che vuole dimagrire e l’artista è d’accordo.
Giorno 2. Il matematico ha deciso ieri che la nutella non la deve mangiare più, ma l’artista è triste e vuole mangiare la nutella perchè al lavoro si rompe le palle.

Chi vince? Chi deve vincere?
Se non mangio la nutella l’artista è triste; se la mangio, è infelice il matematico.
Già mi immagino le prime repliche a questa cosa ‘se ci tieni davvero a dimagrire, la cosa giusta da fare è lasciare stare la nutella!’.
Ok, allora vediamo un esempio che fa un po’ più riflettere.

Esempio 2.
Giorno 1. Scelgo di fare questo lavoro, voglio imparare bene a farlo e voglio avere successo. So che ci vuole del tempo, quindi mi ci devo dedicare.
Giorno 2. Al lavoro mi annoio. Che faccio?

[Alternativa a] Guardo gli annunci di lavoro, mi attrae un'inserzione che non c’entra niente col mio lavoro, mando via un CV, mi prendono, mi viene facile, ho successo, divento famoso, faccio un sacco di grano.
[Alternativa b] Continuo a fare il lavoro che m’ero prefisso al giorno 1 perchè bisogna stringere i denti per raggiungere gli obiettivi. Il tempo passa, resto scarso, non ci sono portato, guadagno quanto basta per vivere e per togliermi la spinta per cambiare, sono mediocremente soddisfatto.

Beninteso, si può anche supporre che A e B si invertano... Sono ipotesi entrembe verosimili, sia in un verso che nell’altro! Ed è inutile dire che lo stesso ragionamento si può applicare in un milione di altri ambiti.

Io vorrei ascoltare bene l’artista e vorrei fare contento il matematico, ma è impossibile! L’arista cambia idea in continuazione ed il matematico non gli sta dietro! E se sto in mezzo non faccio mai contento nessuno dei due... Ma se ascolto attentamente uno solo dei due è una tristezza infinita (se ascolto solo il matematico) o un casino della Madonna (se ascolto solo l’artista).

In tutto questo macello la cosa che mi fa più sorridere è che le persone ostentano sempre sicurezza nel modo di comportarsi, nel modo di porsi, in quello che dicono, nelle scelte che prendono... Ma chi ve lo dice cosa è giusto fare? Avete un manuale da qualche parte? Poi la maggior parte si prende tanto sul serio... Io non potrei mai prendermi così sul serio... Anche perchè potrei prendere sul serio solo uno dei due e l’altro s’incazzerebbe da morire... Quindi cerco di dar retta un po’ a tutti e due... Poi litigano, si insultano... Fan dei casini... Come due bambini... E faccio sempre una gran fatica a stabilire chi dei due ha ragione...

Basta cazzate, vado a vedere Scrub!
A domattina!

fabio

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